Novemila anni fa Çatalhöyük aveva una società egualitaria?

October 2nd, 2014

Gli scavi presso uno dei primi insediamenti stabili dell’uomo stanno portando alla luce sorprendenti scoperte sulla struttura sociale di quelle genti ancestrali, che sembra evidenziare delle importanti differenze rispetto alle società degli omologhi insediamenti nel Levante e in Mesopotamia.
Assenza di gerarchie, convivenza non basata sui legami di sangue, culto degli antenati. Un eden da cui abbiamo più di una cosa da imparare? Sembrerebbe proprio di sì…

L’Hürriyet Daily News, quotidiano in lingua inglese di Istanbul, riporta:

La gente a Çatalhöyük viveva in sostanziale uguaglianza, soprattutto considerando la struttura gerarchica che compare negli altri insediamenti nel Medio Oriente. Questo rende Çatalhöyük diverso. Non c’erano capi, governi o edifici amministrativi; uomini e donne erano uguali.

Si è sempre pensato che la vita stanziale fosse presente solo in Medio Oriente, Iraq, Mesopotamia e Siria. Ma questi scavi hanno rivelato che agricoltura e insediamenti stabili esistevano anche in Anatolia centrale.

Abbiamo anche scoperto che le persone che venivano sepolte sotto le case non erano biologicamente imparentate o provenienti da una stessa famiglia. Vivevano come una famiglia, ma i loro genitori naturali non erano gli stessi.

Riteniamo che le opere artistiche fossero realizzate allo scopo di entrare in contatto con i morti o per proteggerli. Un’altra ragione per cui Çatalhöyük è molto importante è che tutti i dipinti murali e gli oggetti erano custoditi con molta cura. Quando si andava a Çatalhöyük e si entrava in queste case, si potevano vedere sia le persone che gli oggetti che erano loro appartenuti. Questo creava l’impressione che i tuoi antenati vivessero ancora con te.

I 60 anni del Cern e la centralità della fisica

October 2nd, 2014

Dall’articolo della Stampa sui sessant’anni del Cern.

– La centralità della fisica:

In molti si chiederanno se non avrebbe più senso concentrare le risorse in settori dove gli obiettivi sono chiari e urgenti, come la medicina…

«È la domanda che tutti ci fanno. La mia risposta è che la ricerca in fisica fondamentale ha dimostrato di essere dietro tutte le grandi svolte tecnologiche dell’epoca moderna, dai raggi X al web, dalla risonanza magnetica alla Pet. Se vogliamo aprire nuovi orizzonti, anche in altre discipline, non possiamo rinunciare a conoscere sempre meglio le particelle elementari, cioè ciò che compone noi stessi e tutto ciò che esiste.»

– L’Onu della ricerca di frontiera:

«Al Cern lavorano fisici di tutto il mondo, ma delle decisioni strategiche e della gestione si occupano i rappresentanti dei Paesi membri, che finanziano il laboratorio in proporzione al loro Pil (l’Italia è il quarto Paese contribuente, ndr). Ebbene, dal 2010 abbiamo deciso che possono diventare Paesi membri anche nazioni non europee. Lo è già divenuto Israele e a breve seguiranno Serbia, Pakistan, Brasile, Russia e Ucraina. Insomma, la “E” che nell’acronimo di Cern stava per “European” ormai vuol dire piuttosto “Everywhere”, ovunque».

Quali sono i dati disponibili sui furti in appartamento a Milano?

September 27th, 2014

Dati di questo genere mi aspetterei di trovarli sul sito del Ministero dell’Interno, liberamente accessibili e continuamente aggiornati. Inutile dire che così non è.
Fortunatamente, esiste un Centro di ricerca interuniversitario della Cattolica di Milano e dell’Università di Trento che si occupa di criminalità transnazionale: si chiama Transcrime e ha raccolto e analizzato i dati per il Progetto sperimentale per la costruzione e analisi degli hot spot della criminalità nel comune di Milano (pdf).

Questi che ho estratto sotto sono i grafici che illustrano tutte le informazioni che contano, e sono relativi al quadriennio 2007-2010.

Il limite di questi dati è che appunto sono fermi al 2010. E negli ultimi anni si ha purtroppo schiacciante evidenza di una crescita costante del fenomeno, con una tendenza che non ha eguali negli altri paesi europei.
Negli anni dal 2010 al 2012, in Italia, si è avuto un incremento complessivo del 40%; mentre nella provincia di Milano in particolare l’incremento è stato addirittura del 203% (fonte). Tutto questo in attesa dei dati relativi al 2013 e al 2014…

 

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Dan Wegner: i prestigiatori della realtà

September 27th, 2014

“Daniel Merton Wegner (1948-2013) – Passione psic-illogica”
di Elisabetta Sirgiovanni
Il Sole 24ore Domenica 21 settembre 2014

Il lascito di Dan Wegner è che l’unico modo in cui possiamo vivere è quali abili prestigiatori della realtà, perfino con noi stessi. Per lui esisteva una vocazione tutta umana, cioè la scienza, che va coltivata e diffusa perché fornisce strategie che ci permettono di smascherarci.
Insomma, possiamo ingannarci, ma ciò può avere dei benefici. E al contempo possiamo affrancarci, anche se talvolta non completamente, dalle nostre costruzioni. Quel che rimane da capire è quindi: cosa fare di queste trappole immaginifiche in cui ci rinchiudiamo, una volta che ci rendiamo conto di essere solo dei prigionieri di noi stessi?

Wegner aveva inaugurato una stagione di studi e teorie oggi ricompresa anche nella neuroetica, quando si interroga su come la scoperta di possibili autoinganni del nostro “mondo mentale”, alla luce di quanto accade invece al livello dei nostri processi cerebrali che ne sono i reali determinanti inconsci, possa intaccare concezioni ritenute consolidate in occidente in ambito etico, giuridico o politico. Innanzitutto, l’idea che libero e responsabile è chi agisce sulla base di decisioni prese coscientemente, un’idea di senso comune che guida i nostri giudizi nelle relazioni quotidiane e perfino nei tribunali. Wegner ne è stato tra i più convinti oppositori, con il classico The illusion of conscious will (MIT Press, 2002). Dove ha fornito prove che la volontà cosciente è una fabbricazione, che deriva dal percepire, spesso erroneamente, un nesso di causalità tra pensieri e azioni.

Il parere di Stiglitz sulla situazione economica

September 26th, 2014

Cito solo due frasi dall’analisi piuttosto lunga pubblicata dal Manifesto, che non va presa per oro colato, ma è degna di interesse.

Una maggiore flessibilità non aiuterà a risolvere i problemi attuali, anzi li aggraverà aumentando le disuguaglianze e deprimendo ulteriormente la domanda.

L’unica soluzione possibile nell’attuale situazione europea è piuttosto semplice e si chiama Eurobond.

http://ilmanifesto.info/stiglitz-leta-della-depressione/

 

Il discorso di Scorsese alla Tisch

September 26th, 2014

È sempre un piacere sentir parlare Martin Scorsese; questo discorso risale a quattro mesi fa, in occasione del saluto ai neolaureati della Tisch School of the Arts, di cui lui stesso è stato uno dei primissimi allievi negli anni ’60.

 

Ognuno vede quello che tu pari

September 25th, 2014

Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se'; e quelli pochi non ardiscano opporsi alla opinione di molti che abbino la maestà dello stato che li difenda (…) perché el vulgo ne va preso con quello che pare e con lo evento della cosa, e nel mondo non è se non vulgo.

N. Machiavelli, Il principe (Einaudi, 1961)

Lavorare il meno possibile

September 24th, 2014

Raccolgo dalle mie fonti e segnalo, di nuovo nell’ambito del tema sempre più impellente della rivoluzione del concetto di lavoro.

L’unico modo per conciliare dignità sociale e sostenibilità ambientale è smetterla di preoccuparci per il lavoro.
La domanda giusta da porci non è come si fa a creare lavoro, ma come si fa a garantire a tutti una vita dignitosa, utilizzando meno risorse possibile, producendo meno rifiuti possibili e lavorando il meno possibile.

http://comune-info.net/2014/04/il-rifiuto-del-lavoro/

Disturbi neuropsichiatrici, questi sconosciuti

September 22nd, 2014

Per la serie “esortazione a superare l’ignoranza in ambito neuroscientifico” (con particolare enfasi sull’enorme limite culturale del confondere certi tipi di disturbi neuropsichiatrici con dei difetti del carattere), segnalo un ottimo articolo sull’ADHD e tutte le questioni mediche e sociologiche connesse.
Il protagonista in negativo è uno dei tanti onorevoli M5S che a turno danno prova di ignoranza e superficialità.
Degno di nota anche il video youtube, citato in fondo all’articolo, di un interessantissimo intervento del dott. Gabriele Masi che illustra lo stato dell’arte delle conoscenze neuropsichiatriche e psicologiche in merito all’ADHD e a tutti i disturbi in comorbidità (mostrando come i singoli disturbi non esistono mai da soli, e che ogni individuo ha in realtà un suo peculiare disturbo che è l’insieme di tanti disturbi concomitanti in diversa percentuale).

Cito:

Si arriva a giudizi affrettati, superficiali e persino offensivi da parte di chi confonde un problema neuropsichiatrico con le normali caratteristiche di un bambino in via di sviluppo, come normali segni di “ribellione” di un adolescente un po’ agitato, qualcuno dice “anche noi ai nostri tempi eravamo vivaci e temerari“, mostrando come, anche in questo caso, l’ignoranza su un tema diventa mancanza di rispetto per quelle persone che per questo tipo di problema investono tempo, denaro e tranquillità.
Tipico è anche addossare responsabilità alla famiglia, ai genitori del bambino: “non gli danno regole”, “non sanno educarlo”, “non si fanno rispettare”, idee che ricordano molto da vicino le prime teorie sull’autismo quale problema causato dall’eccessivo “affetto” quasi ossessivo da parte della madre dell’autistico e qualcuno con questi argomenti fa vera e propria propaganda, da anni.
I tempi sono fortunatamente cambiati ed oggi sappiamo che sia l’autismo che l’ADHD sono patologie con probabile matrice genetica (sono presenti negli individui con ADHD anche alterazioni soprattutto a carico della corteccia cerebrale frontale) e che possono essere influenzati da molti fattori (un bambino con ADHD che cresce in un ambiente poco “sano”, che non si occupa di lui, molto probabilmente non recupererà le facoltà recuperabili), anche da patologie concomitanti.

True detective e l’antinatalismo

March 1st, 2014

Qualche citazione dai discorsi di Rust Cohle nelle prime tre puntate di True detective (dalla quarta puntata il tono cambia), in cui certe idee antinataliste, belle chiare, dure e pure, si guadagnano la prima serata in tv:

Se i bambini fossero messi al mondo solo da un atto di pura ragione, il genere umano continuerebbe ad esistere? Non proveremmo piuttosto così tanta compassione verso la generazione futura da risparmiarle il peso dell’esistenza? O non decideremmo almeno di non prenderci la responsabilità di imporle tale fardello a sangue freddo?

Penso che l’autocoscienza sia un tragico passo falso nell’evoluzione umana. Siamo diventati troppo consapevoli di noi stessi, la natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa. Siamo creature che per diritto naturale non dovrebbero esistere. Siamo cose che si illudono di avere un sé, una secrezione di esperienze sensoriali e di sensazioni, programmati per avere la totale certezza che ognuno di noi è qualcuno, quando in realtà siamo nessuno. Credo che la cosa onorevole per la nostra specie sia negare la nostra programmazione, smettere di riprodurci, camminare mano nella mano verso l’estinzione, un’ultima mezzanotte, fratelli e sorelle che si tirano fuori da un destino infame.

E ora sappiamo di essere paradossi inquietanti. E la cosa peggiore possibile che si possa sapere – peggio che sapere di discendere da una massa di microrganismi – è che siamo nullità invece che essere qualcuno, pupazzi invece che persone.

Guardi i loro occhi, anche nelle foto, e non importa se sono vivi o morti, puoi ancora leggerli. E sai che cosa vedi? Che hanno accolto la morte. Non all’inizio, ma proprio lì all’ultimo istante. È un sollievo inconfondibile perché, vedi, avevano paura e ora hanno visto per la prima volta quanto fosse facile lasciarsi andare. E l’hanno visto nell’ultimo nanosecondo, hanno visto ciò che erano. Tu, il tuo io… è tutta una grande farsa. Non è mai stato altro che presunzione approssimativa e volontà ottusa. E potevi semplicemente lasciar andare! Sapere finalmente che non c’era bisogno di resistere così tenacemente, rendersi conto che la tua intera vita – tutto il tuo amore, il tuo odio, il tuo dolore – è stata tutta la stessa cosa! È stata tutta lo stesso sogno, un sogno che hai avuto all’interno di una stanza chiusa a chiave: un sogno di essere una persona.